Forum internazionale sull’eredità e lo sviluppo del diritto continentale, Macao
2 settembre 2026, Macao.
Il 2 settembre 2026, presso l’Università di Macao, Ivan Cardillo, fondatore e presidente dell’Istituto di Diritto Cinese, è intervenuto al “Forum on the Inheritance and Development of the Continental Law”, incontro internazionale dedicato al ruolo della tradizione giuridica continentale nel dialogo tra Cina, Europa e Paesi di lingua portoghese.
Il Forum è stato organizzato dall’Office of the Commissioner of the Ministry of Foreign Affairs of the People’s Republic of China in the Macao Special Administrative Region e dal Governo della Regione Amministrativa Speciale di Macao. L’organizzazione scientifica e accademica è stata affidata alla University of Macau e alla Macau University of Science and Technology, con la Faculty of Law della University of Macau in qualità di co-organizzatore.
L’incontro ha riunito esponenti istituzionali e studiosi provenienti dalla Cina continentale, da Macao, da diversi Paesi europei, dal Brasile, dall’Angola e dal Mozambico, con l’obiettivo di discutere l’evoluzione della tradizione giuridica continentale e il contributo che essa può offrire alla cooperazione internazionale e allo sviluppo sostenibile. Il tema generale del Forum, “Building momentum together for sustainable development: exchange of continental law experience”, è stato articolato intorno a due grandi aree: l’evoluzione del diritto continentale e le peculiarità delle sue diverse applicazioni nazionali e il ruolo della tradizione continentale nei processi di sviluppo sostenibile.
Un’iniziativa nel solco della visita del Presidente Xi Jinping a Macao
Il Forum assume una particolare rilevanza anche per il contesto politico e istituzionale nel quale è stato concepito.
Come espressamente ricordato nella presentazione ufficiale dell’iniziativa, il punto di riferimento è la visita del Presidente Xi Jinping a Macao nel dicembre 2024. In quell’occasione Xi aveva sottolineato la necessità di valorizzare la peculiare posizione della città, luogo di incontro tra cultura cinese e occidentale, promuovendo gli scambi internazionali e facendo di Macao una importante finestra per il dialogo e l’apprendimento reciproco tra le civiltà cinese e occidentale.
Cerimonia di apertura di alto livello
La dimensione istituzionale dell’iniziativa è emersa sin dalla cerimonia di apertura.
Sono intervenuti Rui Martins, Vice Rector for Global Affairs della University of Macau; Wong Sio Chak, Secretary for Administration and Justice del Governo della Regione Amministrativa Speciale di Macao; e Bian Lixin, Commissioner del Ministry of Foreign Affairs of the People’s Republic of China nella Regione Amministrativa Speciale di Macao. Alla cerimonia si è aggiunto il messaggio video di Teresa Cheng, Secretary-General della International Organization for Mediation.
Le due keynote speeches sono state affidate a Xu Xianming, Vice-Chairman dell’Advisory Committee of the Supreme People’s Procuratorate ed Eduardo Vera-Cruz Pinto, Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Lsibona.
La presenza di Xu Xianming ha conferito all’incontro un rilievo particolare. Tra le più autorevoli figure della scienza giuridica cinese contemporanea, Xu è stato, tra gli altri incarichi, Rettore della China University of Political Science and Law e della Shandong University, Deputy Procurator-General della Supreme People’s Procuratorate, Vice-President della China Law Society, componente dello Standing Committee della XI, XII e XIII Assemblea Nazionale del Popolo e Vice Chairman della Law Committee della XII Assemblea Nazionale del Popolo. Attualmente è Vice-Chairman dell’Advisory Committee della Supreme People’s Procuratorate.
Eduardo Vera-Cruz Pinto, Dean e Full Professor della Faculty of Law della University of Lisbon, è membro del Superior Council of the Judiciary portoghese e studioso di diritto romano, storia del diritto, diritto civile e cybersecurity law.
L’intervento di Ivan Cardillo: “Continental Law in a Fragmenting World”
Ivan Cardillo ha aperto i lavori del primo panel, dedicato a “Evolution of the continental law and respective features of its local practices”, con una relazione dal titolo “Continental Law in a Fragmenting World: Macao’s Contribution to Building Trust through Legal Cooperation between Europe and China”.
Dalla frammentazione giuridica all’interoperabilità
Al centro dell’intervento di Cardillo vi è stata una constatazione: l’attuale sistema internazionale vive un apparente paradosso. Le economie sono sempre più interdipendenti attraverso commercio, investimenti, tecnologia, catene di approvvigionamento, flussi di dati e transizione ambientale; contemporaneamente, però, gli ordinamenti giuridici e regolatori tendono a divergere.
L’Europa costruisce le proprie politiche intorno a concetti quali autonomia strategica, sicurezza economica, sostenibilità e sovranità digitale. La Cina pone sempre maggiore attenzione a sviluppo, sicurezza, modernizzazione e costruzione di uno stato di diritto internazionale. Entrambe continuano a essere profondamente interconnesse sul piano economico, mentre costruiscono strumenti regolatori sempre più sofisticati a protezione dei rispettivi interessi. Il risultato, secondo Cardillo, è “a world that is economically interconnected but legally fragmented”.
La risposta a questa frammentazione non può essere la ricerca di una impossibile uniformità normativa. Europa e Cina non devono diventare giuridicamente identiche. Devono piuttosto sviluppare forme di “legal interoperability”, vale a dire meccanismi che consentano a sistemi differenti di interagire, riconoscersi e cooperare pur mantenendo le proprie caratteristiche.
È in questa prospettiva che la tradizione giuridica continentale può riacquistare una funzione strategica.
Cardillo ha proposto di superare una concezione del civil law limitata a codici e leggi scritte. Il diritto continentale rappresenta anche un metodo di organizzazione della società attraverso legislazione, istituzioni, procedure amministrative e forme strutturate di ragionamento giuridico. La sua forza risiede nella capacità di produrre prevedibilità attraverso le regole, coordinamento attraverso le istituzioni e stabilità attraverso la codificazione.
Europa e Cina: differenze istituzionali, tecniche giuridiche comuni
Nella relazione è stato quindi affrontato il rapporto tra la tradizione continentale europea e l’esperienza giuridica cinese.
Pur essendo profondamente differenti sul piano costituzionale, politico e istituzionale, Cina ed Europa condividono importanti tecniche giuridiche: centralità della legislazione, codificazione, organizzazione sistematica delle norme, regolazione amministrativa e crescente utilizzo del diritto come strumento di governo delle trasformazioni economiche, tecnologiche e ambientali.
La promulgazione del Codice civile cinese nel 2020 rappresenta, sotto questo profilo, una manifestazione particolarmente significativa della persistente importanza della tecnica della codificazione nell’esperienza giuridica cinese contemporanea.
Allo stesso tempo, il diritto continentale europeo si è profondamente trasformato. L’esperienza italiana è stata utilizzata da Cardillo per mostrare come un ordinamento possa conservare la propria struttura continentale e contemporaneamente integrare diritto costituzionale, diritto dell’Unione europea, regolazione amministrativa e interpretazione giudiziaria. Questa stratificazione dimostra che sistemi e livelli normativi differenti possono convivere senza essere uniformi.
Da qui una delle tesi centrali dell’intervento: nelle relazioni Europa-Cina le differenze non devono essere eliminate, ma rese gestibili.
Macao come ponte giuridico tra Cina ed Europa
In questo scenario Macao occupa, secondo Cardillo, una posizione difficilmente replicabile altrove.
La Basic Law ha consentito alla Regione Amministrativa Speciale di conservare una struttura giuridica di matrice continentale europea; cinese e portoghese continuano a essere lingue giuridiche ufficiali; la Regione dispone di un proprio sistema giudiziario e conserva un’architettura normativa profondamente influenzata dalla tradizione continentale, pur essendo pienamente inserita nell’ordinamento costituzionale della Repubblica Popolare Cinese.
Macao può pertanto essere interpretata non semplicemente come una giurisdizione dalle caratteristiche storiche peculiari, ma come un vero e proprio ponte giuridico.
Un elemento centrale è rappresentato dalla lingua. La traduzione giuridica non costituisce soltanto un problema linguistico, perché termini apparentemente comuni – interesse pubblico, buona fede, proporzionalità, discrezionalità amministrativa, dati personali, sicurezza nazionale – possono assumere significati differenti nei diversi ordinamenti.
La capacità di Macao di operare contemporaneamente in cinese e portoghese, e sempre più anche in inglese, rappresenta quindi un importante vantaggio comparato. Come sottolineato da Cardillo, in questo contesto “translation is not a technical service. It is a legal institution”.
Questa funzione può essere sviluppata in settori estremamente concreti: arbitrato e mediazione commerciale, servizi agli investimenti, proprietà intellettuale, trasferimento tecnologico, data governance e intelligenza artificiale. In questi ultimi ambiti, nei quali Europa e Cina stanno costruendo sistemi regolatori partendo spesso da presupposti differenti, Macao potrebbe diventare un laboratorio per sperimentare forme concrete di dialogo e interoperabilità normativa.
“Law is becoming infrastructure. Law is becoming strategy”
Una parte dell’intervento è stata dedicata anche alla crescente funzione economica e strategica della regolazione.
Dalla transizione ambientale alla sicurezza delle supply chain, dal controllo degli investimenti esteri alla tecnologia e alla governance dei dati, il diritto non rappresenta più soltanto il quadro all’interno del quale operano i mercati. Diventa esso stesso uno degli strumenti attraverso i quali gli Stati perseguono obiettivi di competitività, sicurezza, resilienza e sviluppo.
Cardillo ha sintetizzato questa trasformazione con tre affermazioni: “Law is becoming infrastructure. Law is becoming strategy. Law is becoming a central instrument of economic governance”.
È precisamente questa trasformazione a rendere più urgente la costruzione di meccanismi di interoperabilità tra Europa e Cina.
La relazione si è conclusa con quattro proposte operative.
La partecipazione dell’Istituto di Diritto Cinese al Forum si inserisce nella sua attività di ricerca e dialogo istituzionale sui processi di trasformazione dell’ordinamento cinese e sulle relazioni giuridiche tra Cina ed Europa, con particolare attenzione alla crescente interazione tra diritto, economia, tecnologia e sicurezza e alla costruzione di strumenti concreti di cooperazione tra ordinamenti differenti.







