Italy China Business Development Forum



Ivan Cardillo su CGTN. Cina: dati economici e indicatori di performance per la prima metà del 2025

16 Lug 2025 | Mediateca 媒体库, News Biz forum

Il 16 luglio 2025 il dott. Ivan Cardillo, presidente dell’Istituto di Diritto Cinese e dell’Italy China Business Development Forum, è stato intervistato in diretta da CGTN per commentare i nuovi dati sul commercio estero cinese nel primo semestre dell’anno. L’intervista ha approfondito il significato di questi risultati per la Cina e per i rapporti economici tra Europa e Asia, in un contesto globale caratterizzato da tensioni geopolitiche e sfide strutturali.

I dati riportati da CGTN evidenziano una dinamica economica interessante.

La resilienza dell’economia cinese e il ruolo strategico delle relazioni commerciali con l’Europa

Nei primi sei mesi del 2025, l’economia cinese ha registrato una crescita del PIL pari al +5,3%, un dato che dimostra una sorprendente capacità di resistenza nonostante un contesto globale complesso e caratterizzato da turbolenze geopolitiche ed economiche.

Questo risultato positivo è il frutto di politiche macroeconomiche mirate, di un rafforzamento della domanda interna e di consumi robusti che hanno fatto da motore alla crescita. Le vendite al dettaglio hanno registrato un aumento del +5%, mentre la produzione industriale è cresciuta del +6,4%, a testimonianza di una base produttiva solida e di un tessuto industriale in grado di rispondere efficacemente alle sfide globali. Non meno importante, il consumo interno si è rivelato un pilastro fondamentale, sostenuto da misure governative volte a incrementare il reddito delle famiglie e a garantire la stabilità occupazionale.

Questi dati evidenziano un cambio di paradigma strategico: la Cina sta puntando sempre di più sulla domanda interna come strumento per attenuare l’impatto delle incertezze esterne, consolidando la propria autonomia economica e la resilienza del proprio mercato. Le basi per questo risultato sono state gettate con la decisione di sdoppiare l’economia e distinguere tra una circolazione interna, volta a rafforzare il mercato interno, e una circolazione internazionale, focalizzata su settori strategici e sulla domanda.

L’export cinese accelera: +7,2%

Le esportazioni cinesi hanno registrato una crescita significativa del +7,2%, mentre le importazioni sono calate leggermente del -2,7%, portando il commercio totale a un aumento complessivo del +2,9%. Il saldo commerciale vede un surplus di 2,9 trilioni di yuan, in aumento del +41,7% rispetto al 2024. I settori trainanti sono stati quelli ad alta tecnologia, con un incremento del +9,2%, e in particolare i veicoli elettrici e le tecnologie verdi. Un dato rilevante è che i marchi cinesi rappresentano ora il 32,4% delle esportazioni high-tech, un segnale evidente della crescente competitività dell’innovazione domestica.

Le imprese private hanno avuto un ruolo di primo piano, contribuendo per il 57,3% al totale delle esportazioni, mentre anche il commercio realizzato tramite imprese a capitale straniero ha segnato un aumento del +2,4%, confermando l’integrazione della Cina nelle catene di fornitura globali.

Relazioni commerciali con i Paesi BRI e l’Europa

Un altro dato di grande rilevanza riguarda gli scambi con i Paesi che partecipano alla Belt and Road Initiative (BRI), che sono aumentati del +4,7% e rappresentano ormai il 51,8% del volume totale del commercio cinese. Particolarmente significativo è anche l’andamento del commercio con i Paesi ASEAN, cresciuto del +9,6%, segno del ruolo crescente del Sud-Est asiatico nella rete commerciale cinese.

Sul versante europeo, il commercio tra Cina e Unione Europea ha registrato un incremento del +3,5%, a conferma della resilienza dei rapporti economici tra le due potenze, nonostante le tensioni geopolitiche e le sfide normative che caratterizzano il contesto internazionale.

Quanto al commercio con gli USA si registra un +2,5%, nonostante le tensioni geopolitiche.

«Questi dati mostrano la capacità della Cina di consolidare la propria posizione come hub strategico delle catene del valore globali, anche in un contesto di rallentamento economico mondiale e di frammentazione geopolitica. Inoltre testimoniano come le relazioni commerciali tra la Cina e l’Unione Europea non sono soltanto una componente fondamentale degli scambi globali, ma rappresentano anche un pilastro per la stabilità e la prosperità di entrambe le economie.

Per l’Europa, rafforzare i legami con la Cina significa poter beneficiare di un mercato dinamico e in rapida evoluzione, capace di offrire opportunità significative nei settori della tecnologia verde, della transizione energetica e dell’innovazione industriale. Per la Cina, la collaborazione con l’Europa è strategica per consolidare la propria posizione nelle filiere globali e per accedere a know-how tecnologico e standard di qualità elevati.

In questo scenario, è essenziale che l’Unione Europea continui a sviluppare un approccio equilibrato: apertura alla cooperazione economica, ma anche capacità di tutelare i propri interessi strategici e garantire condizioni di reciprocità. La missione della Commissione europea in Cina del 24 luglio è un’occasione importante per lo sviluppo dei rapporti tra Europa e Cina. La sfida per l’Europa sarà conciliare apertura e autonomia strategica, evitando derive protezionistiche che potrebbero indebolire la competitività europea» Ivan Cardillo 

L’intervista completa su CGTN The Point with Liu Xin 

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