Interpretazione Giudiziale Legge sui Contratti 2

(Interpretazione (2009) numero 5, approvata il 9 febbraio del 2009, dalla Commissione Giudicatrice della Suprema Corte del Popolo, sessione numero 1462, data di pubblicazione 24 aprile 2009, data di entrata in vigore 13 maggio 2009)[1]

Interpretazione della Suprema Corte del Popolo circa alcuni problemi sull’applicazione della «Legge sui Contratti della Repubblica Popolare Cinese» (2)

Al fine di giudicare correttamente le controversie riguardanti i contratti, in base alle disposizioni della «Legge sui Contratti della Repubblica Popolare Cinese» (di seguito Legge sui contratti) si rilascia per i Tribunali del Popolo la seguente interpretazione sui problemi relativi all’applicazione della Legge sui contratti:

1. Conclusione del contratto

Art. 1 In una controversia fra le parti circa la conclusione o meno di un contratto, se il Tribunale del Popolo può determinare la denominazione o il nome e cognome delle parti, l’oggetto e la quantità, allora in generale deve ritenere il contratto concluso. Salvo diversa disposizione della legge o diversa pattuizione delle parti.

Circa l’ulteriore contenuto mancante nel contratto non disciplinato dal comma precedente, se le parti non raggiungono un accordo, è determinato dal Tribunale del Popolo attraverso le relative disposizioni degli artt. 61, 62, 125 ecc. della Legge sui contratti.

Art. 2 Se le parti non hanno concluso un contratto né in forma scritta né in forma orale, ma dagli atti civili compiuti dalle parti è possibile presumere la volontà di entrambe di concludere il contratto, il Tribunale del Popolo può ritenere, in base all’enunciato “in altre forme” dell’art. 10 primo comma della Legge sui contratti, concluso il contratto. Salvo diversa disposizione di legge.

Art. 3 L’offerente al pubblico che pubblicamente dichiara di pagare un compenso alla persona che compie determinati atti, se una persona, compiuti tali atti, chiede il pagamento, il Tribunale del Popolo deve sostenere tale richiesta. Salvo che nell’offerta sia presente una delle circostanze di cui all’art. 52 della Legge sui contratti. 

Art. 4 Nel contratto concluso mediante forma scritta, se il luogo stabilito dalle parti per la conclusione non corrisponde al luogo reale della firma o del timbro, il Tribunale del Popolo deve ritenere il luogo pattuito per la conclusione come luogo di conclusione del contratto. Quando nel contratto non ci sono disposizioni sul luogo della conclusione e le parti non si trovavano nel medesimo luogo al momento della firma o del timbro, il Tribunale del Popolo deve ritenere il luogo dell’ultima firma o timbro come luogo della conclusione del contratto. 

Art. 5 Quando le parti adottano la forma scritta per concludere un contratto, devono firmarlo e timbrarlo. Se le parti imprimono le proprie impronte digitali sul contratto scritto, il Tribunale del Popolo deve ritenere che esso possiede la stessa efficacia (del contratto) firmato o timbrato. 

Art. 6 La parte che predispone clausole standard modificandone il contenuto, escludendo o limitando la sua responsabilità, se al momento della conclusione del contratto adopera segni particolari dei caratteri, dei simboli, dello stile ecc., sufficienti a destare l’attenzione della controparte, e in base alle richieste della controparte chiarisce tali clausole standard, il Tribunale del Popolo deve ritenere tale comportamento idoneo a soddisfare l’obbligo di “adottare modalità ragionevoli” di cui all’art. 39 della Legge sui contratti. 

La parte che predispone clausole standard si assume l’onere della prova dell’adempimento dell’obbligo di ragionevole informazione e spiegazione.       

Art. 7 Quando le seguenti circostanze non violano norme di legge e regolamenti amministrativi imperativi, il Tribunale del Popolo può considerale come “usi commerciali” cui fa riferimento la Legge sui contratti:

1) La controparte al momento della conclusione del contratto conosceva o avrebbe dovuto conoscere la prassi generalmente usata negli usi commerciali locali, di un certo settore commerciale, o di un’azienda;

2) Gli usi abitualmente utilizzati da entrambe le parti.  

Riguardo gli usi commerciali, la parte che gli invoca se ne assume l’onere della prova.

Art. 8 Dopo la conclusione del contratto che in base alla legge o ai regolamenti amministrativi acquista efficacia solo dopo la ratifica o la registrazione, se la parte che ha l’obbligo di espletare le procedure di richiesta di ratifica o di richiesta di registrazione non gestisce la richiesta di ratifica in conformità con le previsioni legali o con le disposizioni contrattuali o non richiede la registrazione, tale condotta rientra negli “altri comportamenti che violano il principio di buona fede” di cui all’art. 42 punto tre della Legge sui contratti, ed il Tribunale del Popolo può, in base alle circostanze concrete del caso e alle richieste dell’offerente, imporre che l’offerente adempia da solo le relative procedure; la controparte deve assumersi la responsabilità del risarcimento del danno reale arrecato all’offerente e delle spese così prodotte. 

2. Validità del contratto

Art. 9 Quando la parte che predispone clausole standard viola la disposizione dell’art. 39 primo comma della Legge sui contratti riguardante il dovere di informazione e spiegazione, e la controparte non fa attenzione alle clausole che escludono o limitano la sua responsabilità, se la controparte richiede la revoca di tali clausole standard, il Tribunale del Popolo è accoglie la sua richiesta.  

Art. 10 Quando la parte che predispone clausole standard viola la disposizione dell’art. 39 primo comma della Legge sui contratti, ed inoltre ricorre una delle circostanze previste dall’art. 40 della Legge sui contratti, il Tribunale del Popolo deve ritenere tali clausole standard nulle.

Art. 11 In base alle disposizioni degli artt. 47 e 48 della Legge sui contratti, la manifestazione della volontà di ratificare acquista efficacia quando raggiunge la controparte, ed il contratto ha effetto dal momento della stipula. 

Art. 12 Quando il rappresentante senza poteri conclude un contratto in nome del rappresentato, l’inizio dell’adempimento da parte del rappresentato delle obbligazioni contrattuali ha valore di ratifica del contratto.

Art. 13 Il rappresentato, che in base alle disposizioni dell’art. 49 della Legge sui contratti si è assunto la responsabilità dell’efficacia dei comportamenti dell’agente, può chiedere al rappresentate senza poteri il pagamento delle perdite sofferte a causa del suo comportamento. 

Art. 14 L’enunciato “carattere vincolante delle disposizioni” di cui all’art. 52 numero cinque della Legge sui contratti si riferisce alle disposizioni a carattere vincolante sulla validità.   

Art. 15 Quando il venditore conclude vari contratti di vendita dello stesso oggetto, e nessun contratto presenta una delle circostanze di nullità di cui all’art. 52 della Legge sui contratti, il compratore, che non riesce ad ottenere la proprietà del bene attraverso le disposizioni contrattuali, se chiede l’accertamento della responsabilità del venditore per inadempimento, il Tribunale del Popolo deve sostenere la sua richiesta.

3. Esecuzione del contratto

Art. 16 Il Tribunale del Popolo, in base alle circostanze del caso concreto, può nominare il terzo, con riferimento alle disposizioni di cui agli artt. 64 e 65 della Legge sui contratti, come terzo titolare di un diritto di azione non indipendente, ma non può d’ufficio classificarlo come convenuto o come terzo titolare di un diritto di azione indipendente circa il processo riguardante il contratto.     

Art. 17 Quando il creditore promuove un’azione di surrogazione citando come convenuto una parte straniera, il Tribunale del Popolo deve determinare la giurisdizione in base all’art. 241 della Legge sulla procedura civile della Repubblica Popolare Cinese.  

Art. 18 Quando il debitore rinuncia ad un suo credito non esigibile o rinuncia alla garanzia del credito, oppure in mala fede estende il periodo di adempimento del credito esigibile, provocando così un danno al creditore, se il creditore, in base alla disposizione dell’art. 74 della Legge sui contratti, promuove un’azione di annullamento, il Tribunale del Popolo deve sostenere la sua richiesta. 

Art. 19 Riguardo alla dicitura “prezzo manifestamente e irragionevolmente troppo basso” della disposizione dell’art. 74 della Legge sui contratti, il Tribunale del Popolo deve procedere ad un esame generale e determinare il prezzo in base al giudizio degli ordinari operatori del luogo della transazione, fare riferimento al prezzo guida del dipartimento dei prezzi oppure al prezzo di mercato al momento e nel luogo della transazione, in combinato con altri fattori rilevanti.

Se il prezzo della transazione non raggiunge il 70% del prezzo guida o del prezzo di mercato al momento e nel luogo della transazione, in generale è possibile ritenere il prezzo manifestamente e irragionevolmente troppo basso; se il prezzo della transazione è maggiore del 30% del prezzo guida o del prezzo di mercato nel luogo della transazione, in generale è possibile ritenere il prezzo manifestamente e irragionevolmente troppo altro.

Quando il debitore acquista la proprietà di un terzo ad un prezzo manifestamente e irragionevolmente troppo altro, il Tribunale del Popolo può, su richiesta del creditore, procedere all’annullamento in base alla disposizione di cui all’art. 74 della Legge sui contratti.

Art. 20 Quando il pagamento del debitore non è sufficiente a cancellare il suo debito complessivo, composto da più debiti della medesima specie nei confronti dello stesso creditore, si deve dare priorità di pagamento ai debiti scaduti; se ci sono vari debiti scaduti, la priorità di pagamento è per il debito non garantito del creditore o quello con la somma garantita più bassa; se la somma garantita è la medesima, la priorità di pagamento è per il debito con l’onere più gravoso; se l’onere è il medesimo, il pagamento è imputato in base all’ordine di scadenza dei debiti; se il periodo di scadenza è il medesimo, il pagamento è ripartito proporzionalmente. Salvo diverso accordo tra il creditore ed il debitore sulla liquidazione dei debiti o sull’ordine di imputazione dei pagamenti.   

Art. 21 Quando il debitore oltre al debito principale deve anche pagare gli interessi e le spese, se il pagamento non è sufficiente a cancellare l’intero debito e non ci sono accordi tra le parti, il Tribunale del Popolo deve rispettare il seguente ordine per l’imputazione del pagamento: 

  1. le spere relative alla realizzazione del credito;
  2. interessi;
  3. debito principale.

4. Estinzione dei diritti e delle obbligazioni contrattuali

Art. 22 Quando una parte viola gli obblighi di cui all’art. 92 della Legge sui contratti, provocando una perdita alla controparte, se la controparte chiede il risarcimento delle perdite reali, il Tribunale del Popolo deve sostenere la richiesta. 

Art. 23 Con riferimento alla possibilità di compensazione dei crediti esigibili di cui all’art. 99 della Legge sui contratti, se le parti si accordano per escludere la compensazione, il Tribunale del Popolo può ritenere efficace tale accordo.

Art. 24 In caso di dissenso delle parti circa la risoluzione del contratto o la compensazione dei debiti previsti dagli artt. 96 e 99 della Legge sui contratti, se dopo la scadenza del periodo pattuito è espresso il dissenso e si fa ricorso al Tribunale del Popolo, il Tribunale del Popolo non deve accogliere la richiesta; quando le parti non hanno pattuito un periodo per il dissenso, se dal momento in cui la notifica di risoluzione del contratto o di compensazione dei debiti giunge a destinazione al momento in cui si adisce il Tribunale del Popolo passano più di tre mesi, il Tribunale del Popolo non può accogliere la richiesta.  

Art. 25 In base alla disposizione dell’art. 101 della Legge sui contratti, quando il debitore deposita presso il dipartimento del deposito l’oggetto del contratto o il denaro ottenuto dalla svendita o dalla vendita all’asta dell’oggetto, il Tribunale del Popolo deve ritenere costituito il deposito.

Se il deposito è costituito validamente, si deve ritenere che il debitore abbia saldato il debito nei limiti del suo deposito.

Art. 26 Quando, dopo la conclusione del contratto, si verifica un cambiamento significativo delle circostanze oggettive che le parti non potevano prevedere al momento della conclusione del contratto, non provocato da forza maggiore e non rientrante nei rischi del commercio, tale da rendere manifestamente iniquo per una parte continuare l’adempimento del contratto o impossibile la realizzazione dello scopo del contratto, se la parte chiede al Tribunale del Popolo di modificare o risolvere il contratto, il Tribunale del Popolo, sulla base del principio di equità, considerate complessivamente le circostanze concrete del caso, può decidere se procedere o meno alla modificazione o risoluzione.  

5. Responsabilità per inadempimento   

Art. 27 Se una parte, in base alla disposizione dell’art. 114 secondo comma della Legge sui contratti, chiede al Tribunale del Popolo di correggere la penale, attraverso domanda riconvenzionale o eccezione, il Tribunale del Popolo deve accettare la richiesta. 

Art. 28 Quando la parte, in base alla disposizione dell’art. 114 secondo comma della Legge sui contratti, chiede al Tribunale del Popolo di aumentare la penale, l’importo della penale dopo l’aumento non deve eccedere dell’ammontare delle perdite reali. Se dopo l’aumento della penale, la parte chiede il risarcimento dei danni alla controparte, il Tribunale del Popolo non può sostenere la richiesta.     

Art. 29 Se una parte lamenta che la penale pattuita è eccessivamente elevata e chiede un’adeguata riduzione, il Tribunale del Popolo deve basarsi sulle perdite reali, considerare insieme vari elementi come le circostanze dell’adempimento del contratto, il livello di colpa delle parti, gli interessi anticipati ecc., e in base ai principi di equità e buona fede, valutare ed emettere un giudizio.

Se la penale pattuita dalle parti eccede del 30% le perdite cagionate, in generale è possibile ritenerla come “eccessivamente elevata rispetto alle perdite cagionate” come previsto dal secondo comma[2]dell’art. 114 della Legge sui contratti. 

6. Appendice

Art. 30 Per i casi riguardanti dispute per contratti conclusi dopo l’entrata in vigore della Legge sui contratti, se i casi non sono stati ancora decisi dopo l’emanazione della presente interpretazione, allora si utilizza la presente interpretazione. Per i casi giudicati prima dell’emanazione della presente interpretazione, se le parti ricorrono in appello o sulla base di una procedura di supervisione del processo si decide per il riesame, allora non si applica la presente interpretazione.


[1]La citazione di questo contributo è: Cardillo I., Traduzione italiana e commento della “Interpretazione della Suprema Corte del Popolo circa alcuni problemi sull’applicazione della «Legge sui Contratti della Repubblica Popolare Cinese» (2)”, Diritto Cinese 3 aprile 2019, available at https://dirittocinese.com/2019/04/03/interpretazione-giudiziale-legge-sui-contratti-2/

[2]Il testo dell’Interpretazione richiama il secondo comma dell’art. 114 della Legge sui contratti, ma l’inciso cui fa riferimento il testo, “eccessivamente elevata rispetto alle perdite cagionate”, è espresso nel primo comma dell’art. 114. L’intenzione della Suprema Corte del Popolo è quella di fare riferimento al primo comma, l’indicazione del secondo comma è dovuta ad un errore.    

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