Interpretazione Giudiziale Legge sui Contratti 1

Di seguito in traduzione italiana il testo dell’Interpretazione Giudiziale numero 1 della Suprema Corte del Popolo sulla Legge sui contratti. Leggi il testo in pdf della interpretazione della suprema corte del popolo circa alcuni problemi sull_applicazione della «legge sui contratti della repubblica popolare cinese» (1)

Interpretazione della Suprema Corte del Popolo circa alcuni problemi sull’applicazione della «Legge sui Contratti della Repubblica Popolare Cinese» (1).

(Interpretazione (1999) numero 19, approvata il 1 dicembre del 1999, dalla Commissione Giudicatrice della Suprema Corte del Popolo, sessione numero 1090)

Al fine di giudicare correttamente le controversie riguardanti i contratti, in base alle disposizioni della «Legge sui Contratti della Repubblica Popolare Cinese» (di seguito Legge sui contratti) si rilascia per i Tribunali del Popolo la seguente interpretazione sui problemi relativi all’applicazione della Legge sui contratti:

  1. Limiti dell’applicazione della legge

Art. 1 Per le controversie portate davanti il Tribunale del Popolo che riguardano contratti conclusi dopo l’entrata in vigore della Legge sui contratti, si applicano le disposizioni della Legge sui contratti; Per le controversie portate davanti il Tribunale del Popolo che riguardano contratti conclusi prima dell’entrata in vigore della Legge sui contratti, salvo quanto diversamente previsto dalla presente interpretazione, si applicano le disposizioni al tempo della conclusione, se non ci sono tali disposizioni, è possibile applicare le relative norme della Legge sui contratti.

Art. 2 Quando un contratto è concluso prima dell’entrata in vigore della Legge sui contratti, ma il periodo per l’adempimento pattuito nel contratto oltrepassa la data di entrata in vigore della Legge sui contratti oppure il periodo per l’adempimento è successivo all’entrata in vigore della Legge sui contratti, la controversia insorta a causa dell’adempimento del contratto è regolata dalle relative norme del titolo IV della Legge sui contratti.

Art. 3 Quando il Tribunale del Popolo deve decidere circa l’efficacia del contratto, per i contratti conclusi prima dell’entrata in vigore della Legge sui contratti, se applicando la legge del tempo[1] il contratto è nullo ed invece applicando la Legge sui contratti il contratto ha efficacia, allora si applica la Legge sui contratti.

Art. 4 Dopo l’entrata in vigore della Legge sui contratti, il Tribunale del Popolo nel confermare la nullità del contratto deve basarsi sulle leggi formulate dall’Assemblea Nazionale del Popolo e dal Comitato Permanente e sui regolamenti amministrativi formulati dal Consiglio di Stato, non deve basarsi su leggi e regolamenti amministrativi locali[2].

Art. 5 Il Tribunale del Popolo quando procede al riesame di un caso giudicato prima dell’entrata in vigore della Legge sui contratti non deve applicare la Legge sui contratti.

  1. Prescrizione dell’azione

Art. 6 In una controversia riguardante un contratto tecnologico dove il fatto lesivo del diritto di una parte si sia verificato prima dell’entrata in vigore della Legge sui contratti, se da quando la parte conosce o avrebbe dovuto conoscere la lesione del suo diritto al giorno di entrata in vigore della Legge sui contratti è trascorso più di un anno, il Tribunale del Popolo non può offrire tutela; se (tale periodo) non supera l’anno, allora il menzionato termine di prescrizione dell’azione è di due anni.

Art. 7 In una controversia riguardante un contratto d’importazione ed esportazione di tecnologia dove il fatto lesivo del diritto di una parte si sia verificato prima dell’entrata in vigore della Legge sui contratti, se da quando la parte conosce o avrebbe dovuto conoscere la lesione del suo diritto al giorno di entrata in vigore della Legge sui contratti sono trascorsi più di due anni, il Tribunale del Popolo non può offrire tutela; se (tale periodo) non supera i due anni, allora il menzionato termine di prescrizione dell’azione è di quattro anni.

Art. 8 La previsione di “un anno” dell’art. 55 della Legge sui contratti, e la previsione di “cinque anni” degli artt. 75 e 104 secondo comma non sono modificati, non si applicano le regole sull’estinzione, sospensione o proroga dell’azione[3].

  1. Validità del contratto

Art. 9 In base alla disposizione dell’art. 44 secondo comma della Legge sui contratti[4], le leggi, ed i regolamenti amministrativi che stabiliscono che il contratto deve essere soggetto a procedure di approvazione, oppure, ai fini dell’acquisto dell’efficacia, deve essere soggetto a procedure di ratifica e di registrazione, se, prima della fine del dibattimento del processo di prima istanza, le parti non eseguono le procedure di approvazione, o di ratifica, di registrazione, il Tribunale del Popolo deve determinare il mancato acquisto di efficacia del contratto. Quando le leggi ed i regolamenti amministrativi, che stabiliscono che il contratto deve essere soggetto a procedure di registrazione, non richiedono la registrazione ai fini dell’acquisto di efficacia, la mancata procedura di registrazione ad opera delle parti non influenza l’efficacia del contratto, ma il diritto di proprietà e gli altri diritti reali oggetto del contratto non possono essere trasferiti[5].

Le circostanze di modifica, trasferimento e risoluzione del contratto previste dall’art. 77 secondo comma, dall’art. 87, dall’art. 96 secondo comma della Legge sui contratti, sono regolate in base alle disposizioni del comma precedente[6].

Art. 10 Quando le parti, nel concludere il contratto, oltrepassano lo scopo dell’affare, il Tribunale del Popolo non giudica conseguentemente il contratto nullo. Salvo quando si violano le norme sugli affari limitati dallo Stato, sul franchising, e le disposizioni di legge e i regolamenti amministrativi che vietano determinati affari.

  1. Diritto di surrogazione

Art. 11 Il creditore che, in base alla disposizione dell’art. 73 della Legge sui contratti[7], eserciti l’azione di surrogazione, deve rispettare le seguenti condizioni:

  • Liceità del credito del creditore verso il debitore;
  • L’omissione intenzionale da parte del debitore di far valere i crediti esigibili, provocando in tal modo un danno al creditore;
  • L’esigibilità del credito del debitore;
  • Il credito del debitore non deve essere un credito a carattere strettamente personale nei confronti del debitore[8];

Art. 12 La previsione del credito a carattere strettamente personale nei confronti del debitore dell’art. 73 primo comma della Legge sui contratti si riferisce al diritto di chiedere un pagamento derivante da relazioni di mantenimento, obblighi alimentari, relazioni di sostegno, relazioni ereditarie, nonché il diritto al compenso lavorativo, alla pensione, al sostegno per le persone anziane, alla pensione per disabili o per i congiunti di defunti, al mutuo, all’assicurazione sulla vita, al risarcimento dei danni personali.

Art. 13 La previsione “se il debitore omette intenzionalmente di far valere i crediti esigibili, provocando in tal modo un danno al creditore” dell’art. 73 della Legge sui contratti si riferisce al debitore che non paga il suo debito scaduto nei confronti del creditore, e non invoca, attraverso un contenzioso o una procedura arbitrale, il pagamento della somma di denaro contenuta nel credito esigibile di cui gode nei confronti del suo debitore, provocando così l’impossibilità per il creditore di realizzare il suo credito esigibile.

Nella circostanza in cui il debitore secondario (ossia il debitore del debitore) non ritenga che il debitore ometta intenzionalmente di far valere i crediti esigibili, allora deve assumersene l’onere della prova[9].

Art. 14 Se il creditore, in base al dettato dell’art. 73 della Legge sui contratti, promuove un’azione di surrogazione, è competente il Tribunale del Popolo del luogo in cui il convenuto ha il domicilio[10].

Art. 15 Dopo che il creditore ha citato in giudizio il debitore davanti il Tribunale del Popolo, e davanti il medesimo Tribunale del Popolo promuove l’azione di surrogazione verso il debitore secondario, se sono rispettate le previsioni dall’art. 14 della presente interpretazione e le condizioni dell’azione previste dall’art. 108 della Legge sulla procedura civile della Repubblica Popolare Cinese[11], il Tribunale del Popolo deve accettare il caso e formare il fascicolo; se non sono rispettate le previsioni previste dall’art. 14 della presente interpretazione, si deve informare il creditore di promuovere separatamente una causa presso il Tribunale del Popolo del luogo in cui il debitore secondario ha la residenza.

Se il Tribunale del Popolo accetta l’azione di surrogazione in base alla disposizione dell’art. 136 punto 5 della Legge sulla procedura civile della Repubblica Popolare Cinese deve sospendere l’azione di surrogazione fino a quando la sentenza del processo del creditore contro il debitore acquista valore di legge.

Art. 16 Quanto il creditore promuove l’azione di surrogazione citando in giudizio davanti il Tribunale del Popolo il debitore secondario come convenuto, se il debitore non è elencato come terza persona, il Tribunale del Popolo può chiamare in causa il debitore in qualità di terza persona[12].

Se due o più creditori promuovono l’azione di surrogazione citando lo stesso debitore secondario come convenuto, il Tribunale Popolare può riunire i giudizi[13].

Art. 17 All’interno dell’azione di surrogazione se il creditore chiede al Tribunale del Popolo di adottare delle misure cautelari sulla proprietà del debitore secondario, allora si devono fornire adeguate garanzie della proprietà[14].

Art. 18 All’interno dell’azione di surrogazione, il debitore secondario può invocare contro il creditore le eccezioni avverso il debitore[15].

Quando il debitore all’interno dell’azione di surrogazione solleva delle obiezioni contro il credito del creditore, se dopo l’esame le obiezioni risultano fondate, allora il Tribunale del Popolo deve rigettare le richieste del creditore[16].

Art. 19 All’interno dell’azione di surrogazione, se il creditore vince la causa, le spese processuali sono a carico del debitore secondario, e devono essere pagate anticipatamente rispetto alla realizzazione del credito[17].

Art. 20 Se l’azione di surrogazione esperita dal creditore contro il debitore secondario, dopo l’esame del Tribunale del Popolo, è giudicata costitutiva di un diritto di surrogazione, il debitore secondario deve adempiere l’obbligazione di pagamento nei confronti del creditore, conseguentemente i rispettivi rapporti di credito e debito tra creditore e debitore, e tra debitore e debitore secondario sono estinti[18].

Art. 21 All’interno dell’azione di surrogazione, se l’importo richiesto dal creditore nell’esercizio del diritto di surrogazione eccede l’importo dovuto dal debitore o eccede l’importo che il debitore secondario deve nei confronti del debitore, il Tribunale del Popolo non accetta la richiesta per la parte eccedente.

Art. 22 Se il debitore, all’interno dell’azione di surrogazione, cita in giudizio il debitore secondario per il credito residuo eccedente l’importo chiesto dal creditore in qualità di surrogato, il Tribunale del Popolo deve notificare al debitore di avviare un processo separato davanti il Tribunale del Popolo competente.

Se l’azione del debitore soddisfa le condizioni previste dalla legge, il Tribunale del Popolo deve accettare (la richiesta)[19]; il Tribunale del Popolo, che ha accettato l’azione del debitore, deve, in base alla legge, sospendere (il processo)[20], fino a quando la decisione in merito all’azione di surrogazione acquista valore di legge.

  1. Diritto di chiedere l’annullamento

Art. 23 Se il creditore, in base alla disposizione dell’art. 74 della Legge sui contratti[21], promuove l’azione di annullamento, allora è competente il Tribunale del Popolo del luogo in cui il convenuto ha il domicilio.

Art. 24 Quando il creditore, in base alla disposizione dell’art. 74 della Legge sui contratti, promuove l’azione di annullamento citando solo il debitore, e non anche il beneficiario o il cessionario in qualità di terze persone, il Tribunale del Popolo può chiamare in causa il beneficiario o il cessionario in qualità di terze persone.

Art. 25 Qualora il creditore, in base alla disposizione dell’art. 74 della Legge sui contratti, promuova l’azione di annullamento e chieda al Tribunale del Popolo di annullare l’atto di rinuncia al credito del debitore o di trasferimento della proprietà, il Tribunale del Popolo procede all’esame del caso in base alla parte richiesta dal creditore, se in base alla legge annulla l’atto, allora l’atto è nullo ab initio.

Se due o più creditori citano in giudizio lo stesso debitore promuovendo azioni di annullamento con il medesimo oggetto, il Tribunale del Popolo può riunire i giudizi.

Art. 26 Il pagamento delle spese necessarie al creditore per l’esercizio del diritto di chiedere l’annullamento, quali le spese di rappresentanza processuale ed i costi dei viaggi di lavoro, sono a carico del debitore; se il terzo è responsabile per colpa, allora egli deve adeguatamente contribuire (al pagamento delle spese)[22].

  1. Il terzo nella cessione del contratto

Art. 27 Se, dopo che il creditore ha trasferito i suoi diritti contrattuali, a causa dell’adempimento del contratto, sorge una controversia tra il debitore ed il cessionario, portata in giudizio avanti al Tribunale del Popolo, se il debitore solleva eccezioni contro il diritto del creditore, il creditore può essere chiamato in causa in qualità di terzo.

Art. 28 Se, con il consenso del creditore e dopo che il debitore abbia ceduto le obbligazioni contrattuali, a causa dell’adempimento del contratto, sorge una controversia fra il cessionario ed il creditore, portata in giudizio avanti al Tribunale del Popolo, se il cessionario ovvero il debitore solleva eccezioni contro il diritto del creditore, il debitore può essere chiamato in causa in qualità di terzo.

Art. 29 Se una parte del contratto, con il consenso della controparte, cede al cessionario insieme ai suoi diritti anche le sue obbligazioni contrattuali, e a causa dell’adempimento del contratto sorge una controversia tra la controparte ed il cessionario, portata in giudizio avanti al Tribunale del Popolo, se la controparte solleva eccezioni contro i diritti e le obbligazioni contrattuali, il cedente può essere chiamato in causa in qualità di terzo.

  1. Azioni concorrenti

Art. 30 Il creditore che, dopo aver effettuato la scelta al momento dell’instaurazione del processo avanti al Tribunale del Popolo prevista dalle disposizioni dell’art. 122 della Legge sui contratti[23], prima dell’udienza del procedimento di prima istanza, cambi l’azione processuale, il Tribunale del Popolo deve permetterlo. Se la controparte solleva eccezione di competenza, e dopo l’esame l’eccezione risulta fondata, allora il Tribunale del Popolo deve rigettare tale azione.

Note

[1] Le norme utilizzate per verificare l’efficacia del contratto prima dell’entrata in vigore della Legge sui contratti erano i regolamenti della Banca Popolare Cinese. Tali regolamenti sono ancora applicabili in quanto compatibili con la ratio della Legge sui contratti, ossia promuovere lo sviluppo del commercio e dell’economia, il rispetto dell’autonomia delle parti. Sono invece sempre nulli i contratti che violano norme imperative. Quanto all’uso dei regolamenti della Banca Popolare Cinese: tali norme possono essere prese in considerazione per determinare l’efficacia del contratto, e possono essere direttamente citate nella sentenza solo se si tratta di documenti normativi, ciò non vale per i documenti interni come lettere o dichiarazioni (l’art. 32 dell’Opinione Guida, n. 29 del 2005, del Tribunale locale superiore di Liaoning circa l’applicazione della legge nei casi riguardanti dispute commerciali, rilasciata il 26 Gennaio 2005).

[2] La ratio di questa previsione non va ricercata nella natura del rapporto fra organi centrali e organi locali, e quindi considerarla come una misura restrittiva dell’autonomia locale, piuttosto nella sua intenzione di rimediare ad una situazione di fatto presente a livello locale. Durante il periodo dell’economia pianificata furono emanati una serie di regolamenti locali, il cui contenuto non è stato mai chiarito dagli stessi governi locali. Spesso tali documenti vengono citati dalle parti come fonte dei loro diritti ed obbligazioni. Il problema principale è l’impossibilità di valutare la loro conformità alle leggi nazionali. Le parti dunque non possono allegare documenti locali per sostenere le proprie richieste in giudizio. Giova ricordare che la presente interpretazione vincola anche i tribunali locali, quindi le parti non possono allegare documenti del governo locale nei tribunali locali. Con questa previsione il legislatore opera un forte controllo sui governi locali e spinge i privati a fare pressioni sulle autorità per ottenere più trasparenza. Infine viene fatta salva l’autonomia delle parti di decidere di sottomettere il loro accordo ai regolamenti locali, se non contrastanti con le norme imperative. Si veda l’art. 34 dell’Opinione Guida, n. 29 del 2005, del Tribunale del Popolo locale superiore di Liaoning circa l’applicazione della legge nei casi riguardanti dispute commerciali, rilasciata il 26 Gennaio 2005. Si vendano, a titolo esemplificativo, i casi: Shenzhen Yueyuan Composite Materials Decoration Co., Ltd. contro Xinjiang Zhonghua Hotel, Suprema Corte del Popolo, Sezione civile, 9/08/2000, caso n. 49; Ufficio per la terra e le risorse di Laoshan contro Nantai Properties Corporation, Suprema Corte del Popolo, prima Sezione civile, 22/12/2005, caso n. 106; Aijian Securities Limited Liability Company contro Shanghai West Group Co., Ltd & Wuning Road Branch of CITIC Industrial Bank, Shanghai Branch, Tribunale locale superiore di Shanghai, seconda sezione civile, 28/01/2005, caso n. 236.

[3] Recita l’art. 55 della Legge sui contratti: «Il diritto di annullare il contratto si prescrive in presenza di una delle seguenti circostanze: 1) quando la parte che ha il diritto di chiedere l’annullamento non lo esercita entro un anno da quando conosce il motivo di annullamento o avrebbe dovuto conoscerlo; 2) quando la parte che ha il diritto di chiedere l’annullamento, dopo essere venuta a conoscenza del motivo di annullamento, dichiara esplicitamente o si comporta in modo da rinunciare a tale diritto». Recita l’art. 75: «Il diritto di richiedere l’annullamento deve essere esercitato entro un anno dal giorno in cui il creditore conosce il motivo di annullamento o avrebbe dovuto conoscerlo. Tale diritto si prescrive se non viene esercitato entro cinque anni dal giorno in cui si è realizzato l’atto del debitore». Recita l’art. 104 secondo comma: «Il diritto del creditore di ritirare la cosa data in deposito, se non esercitato, si prescrive entro cinque anni dal giorno del deposito; nella proprietà della cosa depositata subentra lo Stato, dedotte le spese di custodia».

[4] Recita l’art. 44 della Legge sui contratti: «Il contratto concluso nel rispetto della legge acquista efficacia dal momento della conclusione. (secondo comma) Quando le leggi o i regolamenti amministrativi stabiliscono che, ai fini dell’acquisto dell’efficacia, si devono seguire procedure di approvazione, di registrazione, si procede secondo quanto da essi previsto».

[5] Il riferimento è alla disciplina contenuta nella Legge sui diritti reali della Repubblica Popolare Cinese all’art. 24 che recita: «La costituzione, la modifica, il trasferimento e l’estinzione di un diritto reale su navi, aeromobili, veicoli a motore, senza averne effettuato la registrazione, non possono essere opposti ai terzi in buona fede».

[6] Recita l’art. 77 secondo comma: “Quando le leggi o i regolamenti amministrativi stabiliscono che per modificare un contratto si devono seguire procedure di approvazione, di registrazione, si procede secondo quanto da essi stabilito”. Recita l’art. 87: “Quando le leggi o i regolamenti amministrativi stabiliscono che la cessione dei diritti o il trasferimento delle obbligazioni deve seguire procedure di approvazione, registrazione, si procede secondo quanto da essi stabilito”. Recita l’art. 96 secondo comma: “Quando le leggi o i regolamenti amministrativi stabiliscono che la risoluzione del contratto deve essere sottoposta a procedure di approvazione, registrazione, si procede secondo quanto da essi stabilito”.

[7] Recita l’art. 73 della Legge sui contratti: «Se il debitore omette intenzionalmente di far valere i diritti esigibili, provocando in tal modo un danno al creditore, quest’ultimo può richiedere al Tribunale del Popolo di esercitare il diritto di credito del debitore in proprio nome, salvo che tale credito abbia carattere strettamente personale nei confronti del debitore. (secondo comma) Il diritto di surrogazione deve essere esercitato entro i limiti del diritto del creditore. Le spese necessarie derivanti al creditore dall’esercizio del diritto di surrogazione sono a carico del debitore». Sulla base dell’art. 73 su menzionato, in combinato disposto con l’art. 50 della Legge della Repubblica Popolare Cinese sull’Amministrazione della Riscossione delle Tasse che recita: «Quando il contribuente, che non paga le tasse, è reticente nell’esercizio del suo credito in qualità di creditore, o rinuncia a tale diritto, o trasferisce gratuitamente la sua proprietà, o trasferisce la sua proprietà ad un prezzo irragionevolmente troppo basso, di cui l’acquirente è consapevole, causando in questo modo delle perdite alla riscossione delle tasse da parte dello Stato, le autorità del fisco possono, in base alle previsioni degli artt. 73 e 74 della Legge sui contratti, esercitare il diritto di surrogazione e rescissione. (secondo comma) Quando le autorità del fisco esercitano il diritto di surrogazione e rescissione in base a quanto previsto dal paragrafo precedente, il contribuente che non versa le tasse non deve essere esentato dall’obbligo di pagamento delle tasse o dalla responsabilità legale», l’esattore cinese può esercitare l’azione di surrogazione nei confronti del contribuente inadempiente.

[8] A queste condizioni va aggiunto: il controllo dell’esistenza di un’eventuale clausola compromissoria fra il debitore ed il debitore secondario conclusa prima dell’esperimento dell’azione, circostanza che rende inaccettabile l’azione del creditore, (si veda l’art. 3 dell’Opinione guida del Tribunale del Popolo locale superiore della provincia del Guangdong riguardante il sistema del diritto di surrogazione nei processi civili e commerciali, del 25/09/2003). Circa la possibilità di ricorrere alla clausola compromissoria nei contratti di assicurazione per riscuotere il credito nei confronti di terzi la questione è molto dibattuta e non c’è una soluzione generalmente accettata; il previo esercizio dei mezzi di garanzia del credito qualora esistenti (art. 2 dell’Opinione guida del Tribunale del Popolo locale superiore della provincia del Guangdong riguardante il sistema del diritto di surrogazione nei processi civili e commerciali, del 25/09/2003). Il giudice inoltre ha il compito di accertare la relazione tra il debitore ed il creditore e tra il debitore secondario ed il debitore, nonché l’ammontare dei singoli debiti, (art. 19 della Risposta del Tribunale del Popolo locale superiore di Pechino su certe questioni riguardanti i processi civili e commerciali (V) del 18/05/2007, documento n. 168).

[9] Nel caso in cui il debitore secondario afferma l’estinzione del suo debito a seguito di un processo, allora deve fornirne le prove, ed il giudice deve rigettare la pretesa dell’attore (si veda l’art. 17 della Risposta del Tribunale del Popolo locale superiore di Pechino su certe questioni riguardanti i processi civili e commerciali (IV), del 5/03/2003, documento n. 61).

[10] Se il convenuto non è domiciliato in Cina allora si applica l’art. 17 dell’Interpretazione della Suprema Corte del Popolo circa alcuni problemi sull’applicazione della «Legge sui Contratti della Repubblica Popolare Cinese» 2, che richiama a sua volta l’art. 241 della Legge sulla procedura civile della Repubblica Popolare Cinese che recita: «Quando stranieri, apolidi o imprese estere ed organizzazioni necessitano di un avvocato per intraprendere un processo o per comparire in giudizio presso un Tribunale del Popolo, devono nominare un avvocato della Repubblica Popolare Cinese». Se il debitore ha dichiarato bancarotta allora il creditore deve far valere il suo credito davanti il tribunale competente per la bancarotta (art. 12 dell’Opinione guida del Tribunale del Popolo locale superiore della provincia del Guangdong riguardante il sistema del diritto di surrogazione nei processi civili e commerciali, del 25/09/2003).

[11] Le condizioni di cui all’art. 108 sono: l’attore deve essere un cittadino, una persona giuridica o un’organizzazione avente diretto interesse nel caso; il convenuto deve essere chiaramente individuato; le richieste, i fatti e le ragioni addotte devono essere ben specificati; il processo deve rientrare nello scopo delle azioni civili accettabili dal Tribunale del Popolo e deve essere instaurato presso il tribunale competente.

[12] Si veda il caso Xiangcai Securities Liability Corporation contro China Everbright Bank, Xinhua Branch of Hunan Province & Hunan Ping’an Light Chemical Technology Industrial Co., Ltd. (terza parte), Suprema Corte del Popolo, seconda sezione civile, 29/09/2006, caso n. 90. Se il credito vantato dall’attore non è confermato da un precedente giudizio o da un lodo arbitrale, ed il debitore non si costituisce in giudizio, il giudice deve chiamare in causa il debitore. Se questo non è rintracciabile allora il giudice deve procedere con l’accertamento del credito (si veda l’art. 5 dell’Opinione guida del Tribunale del Popolo locale superiore della provincia del Guangdong riguardante il sistema del diritto di surrogazione nei processi civili e commerciali, del 25/09/2003). Nell’ipotesi di cui sopra, il giudice non può procedere alla mediazione (art. 7 della medesima Opinione). Il debitore chiamato in causa dal giudice come terza persona, qualora insoddisfatto della sentenza, può proporre appello avverso di essa (art. 10 della suddetta Opinione).

[13] In questo caso il giudice, accertata la legittimità dei crediti, ordina il pagamento dei debiti tra il debitore ed il creditore, e tra il debitore secondario ed il debitore (si veda l’art. 6 dell’Opinione guida del Tribunale del Popolo locale superiore della provincia del Guangdong riguardante il sistema del diritto di surrogazione nei processi civili e commerciali, del 25/09/2003).

[14] L’ordinamento cinese prevede la possibilità di adottare misure cautelari prima e durante il processo. La Suprema Corte del Popolo in questo articolo richiama la disciplina delle misure cautelari di cui al Capitolo 9 della Legge sulla Procedura Civile ed in particolare la condizione prevista dall’art. 100 secondo comma, ossia l’obbligo di garanzia in capo al richiedente quale elemento fondamentale affinché la richiesta possa essere accolta. L’ammontare della garanzia invece è fissato dall’art. 98 dell’Opinione della Suprema Corte del Popolo circa alcuni problemi sull’applicazione della Legge sulla Procedura Civile della Repubblica Popolare Cinese del 1992 dove si stabilisce che deve essere pari al valore della proprietà per cui è richiesta la garanzia. Tale garanzia è richiesta dal Tribunale per bilanciare la previsione dell’art 38 della Legge nazionale sul risarcimento. Tale articolo prevede l’obbligo in capo al Tribunale di risarcire i danni e le perdite verificatisi a causa di errori nell’adozione di misure cautelari. In generale la garanzia prevede un versamento in contanti oppure la costituzione di un’ipoteca su di un bene. Se la parte non ha sufficiente denaro o un bene adeguato allora si può rivolgere ad una società di garanzia oppure una terza persona può assumersi l’onere di garanzia.

[15] Si veda il caso Agricultural Bank of China Huijin Sub-branch vs. Zhang JiaGang Terylene Plant, Tribunale del Popolo locale superiore dello Jiangsu del 5/02/2002.

[16] Se il debitore secondario invece propone delle domande riconvenzionali allora il Tribunale del Popolo deve invitare la parte ad instaurare un nuovo processo, se il debitore secondario insiste nelle sue richieste allora il giudice deve rigettare la richiesta (si veda l’art. 4 dell’Opinione guida del Tribunale del Popolo locale superiore della provincia del Guangdong riguardante il sistema del diritto di surrogazione nei processi civili e commerciali, del 25/09/2003). Se il debitore, dopo che il creditore ha esercitato l’azione di surrogazione, rinuncia, trasferisce o dispone diversamente circa il diritto del creditore nei confronti del debitore secondario, l’atto è considerato nullo fino ad approvazione del tribunale o del creditore, e non deve influenzare l’esercizio del diritto di surrogazione del creditore, salva l’ipotesi di affidamento in buona fede di una terza persona (vedi art. 8 dell’Opinione guida del Tribunale del Popolo locale superiore della provincia del Guangdong riguardante il sistema del diritto di surrogazione nei processi civili e commerciali, del 25/09/2003). Se il debitore secondario, dopo che il creditore abbia esercitato l’azione di surrogazione, adempie la sua obbligazione nei confronti del debitore e non direttamente nei confronti del creditore allora è ritenuto responsabile delle eventuali perdite in cui è incorso il creditore (vedi art. 9 dell’Opinione guida del Tribunale del Popolo locale superiore della provincia del Guangdong riguardante il sistema del diritto di surrogazione nei processi civili e commerciali, del 25/09/2003).

[17] Qui la Corte richiama la disposizione di cui all’art. 73 secondo comma della legge sui contratti aggiungendo la condizione della fondatezza dell’azione e specificando che l’obbligo di pagamento delle spese processuali è in capo al debitore secondario e non al debitore, nonché fissando la priorità del pagamento delle spese processuali rispetto al pagamento del debito.

[18] La decisione del tribunale acquista automaticamente valore di giudicato nei confronti del debitore, qualsiasi ulteriore azione del debitore concernente il diritto di surrogazione sarà perciò rigettata (vedi art. 11 dell’Opinione guida del Tribunale del Popolo locale superiore della provincia del Guangdong riguardante il sistema del diritto di surrogazione nei processi civili e commerciali, del 25/09/2003). Questo è uno dei rari casi in cui si riconosce valore di giudicato ad una sentenza.

[19] Sottinteso nel testo.

[20] Sottinteso nel testo.

[21] Recita l’art. 74: «Se il debitore rinuncia ad un proprio credito esigibile oppure trasferisce beni a titolo gratuito, provocando in tal modo un danno al creditore, quest’ultimo può chiedere al Tribunale del Popolo di annullare l’atto del debitore. Se il debitore compie atti di disposizione del proprio patrimonio ad un prezzo basso, che risulti chiaramente irragionevole, provocando in tal modo un danno al creditore, ed inoltre tale circostanza è nota all’avente causa, il creditore può anche in questo caso richiedere al Tribunale del Popolo di annullare l’atto del debitore. (secondo comma) Il diritto di richiedere l’annullamento deve essere esercitato entro i limiti del diritto del creditore. Le spese necessarie, derivanti al creditore dall’esercizio del diritto di richiedere l’annullamento, sono a carico del debitore».

[22] Sottinteso nel testo.

[23] Recita l’art. 122: «Se l’inadempimento da parte di uno dei contraenti lede i diritti o gli interessi della controparte relativi alla sua persona o ai suoi beni, la parte lesa può scegliere di chiedere che la controparte risponda di inadempimento in conformità a questa legge o risponda di violazione extracontrattuale dei diritti conformemente ad altre leggi».

La citazione di questo contributo è: Cardillo I., Traduzione italiana e commento della “Interpretazione della Suprema Corte del Popolo circa alcuni problemi sull’applicazione della «Legge sui Contratti della Repubblica Popolare Cinese» (1)”, Diritto Cinese 21 gennaio 2019, available at https://dirittocinese.com/2019/01/21/interpretazione-giudiziale-legge-sui-contratti-1/

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